Deficit e riabilitazione della memoria

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Deficit e riabilitazione della memoria

memoria

Memoria: cos’è?

La memoria è un insieme di processi essenziali per la nostra vita. Senza la memoria del passato non potremmo agire nel presente o pensare al futuro. Non saremmo capaci di ricordare cosa abbiamo fatto ieri, cosa abbiamo fatto oggi o cosa abbiamo pianificato per domani. Inoltre, senza di essa non potremmo imparare nulla.

In psicologia il termine memoria si riferisce a quella capacità mentale di codificare, immagazzinare e recuperare informazioni.

  • La codifica di informazioni è un processo che rende possibile la conversione delle informazioni, provenienti da input sensoriali, in un formato immagazzinabile nel nostro sistema.
  • Il processo di immagazzinamento è adibito al mantenimento e all’archiviazione di informazioni. Generalmente si considera che l’informazione può essere immagazzinata in modo sequenziale da tre sistemi: la memoria sensoriale, la memoria a breve termine e la memoria a lungo termine.
  • Il recupero, infine, è il processo che permette di estrarre le informazioni grazie ad un sistema di associazione con informazioni precedentemente rievocate e con il contesto nel quale si è inseriti.

 

I deficit di memoria

I deficit di questa abilità cognitiva possono essere causati da danni cerebrali, focali o diffusi, differentemente localizzati e possono colpire i diversi processi di memoria. In particolare, i danni alla memoria dichiarativa, ossia la rievocazione o riconoscimento consapevole di informazioni, hanno conseguenze più invalidanti. Generalmente, tali deficit si distinguono in base alla loro localizzazione cerebrale o ai quadri clinici conseguenti.

I quadri clinici solitamente classificati sono:

1) l’amnesia causata da danni bilaterali a strutture cerebrali mediotemporali e diencefaliche, compreso l’ippocampo. Coinvolge sempre la memoria episodica anterograda, impedendo di apprendere nuove informazioni (amnesia anterograda) e/o la memoria retrograda, impedendo il recupero di informazioni apprese prima della lesione. La memoria a breve termine è generalmente conservata mentre la memoria a lungo termine è compromessa.
2) Disturbi di memoria conseguenti a lesioni dei lobi frontali (amnesia “frontale”) che portano ad un quadro clinico più specifico. Infatti danni ai lobi frontali portano a disturbi dell’attenzione e delle funzioni esecutive, utili all’organizzazione dell’apprendimento e, in generale, ad attivazione, progettazione, programmazione e controllo di attività.
3) Confabulazioni di memoria conseguenti a lesioni orbitofrontali e ventrali. Le confabulazioni consistono nella produzione di false memorie e sono spesso associate a deficit di memoria e delle funzioni esecutive. In tal caso, il paziente non ha consapevolezza del proprio deficit (anosognosia) e sono convinti della verità dei loro falsi ricordi.

 

La riabilitazione della memoria

memoria selettiva

Nel paradigma “memoria selettiva”, alcuni quadrati blu sullo schermo diventeranno verdi ed altri gialli: il paziente deve ignorare quelli che diventano gialli e memorizzare soltanto quelli che diventano verdi.

I trattamenti riabilitativi per le diverse componenti della memoria solitamente includono:

  • Memoria di lavoro e distribuzione delle risorse attentive residue
  • Acquisizione ed elaborazione del materiale da memorizzare
  • Pianificazione di strategie per una efficiente memorizzazione a lungo termine.

Gli esercizi presenti nel Neurotablet per riabilitare questa capacità cognitiva si concentrano soprattutto sulla memoria di lavoro e a breve termine. Comprendono, ad esempio, diverse sfumature dell’esercizio N-Back ed esercizi che allenano la memoria visivo-spaziale.

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